Studio La Piazzetta Pisa

Dott.ssa Francesca Venditti
Studio La Piazzetta Pisa
specializzazione: Psicologa Psicoterapeuta
Contatto: Cell. 349.42.89.838
Mail: E-mail: francescavenditti@libero.it
 

 

Dott.ssa Francesca Venditti

 Sono Psicologa-Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Comparata, in Tecniche di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale per bambini ed adolescenti, in Psicoterapia Interpersonale della Depressione, in Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e in Schema Therapy.

Dal 2006 al 2012 ho collaborato con la cattedra di Psicologia della Salute dell’Università degli Studi di Firenze, entrando a far parte dell’equipe di ricerca che si occupa della valutazione dei processi cognitivi e di interventi di potenziamento cognitivo secondo le indicazioni della Teoria PASS e dal 2008 al 2011 sono stata nominata Cultrice della Materia. Dal 2011 al 2013 ho lavorato presso il Dipartimento di Psichiatria dell’Università degli Studi di Pisa nell’ambito di un progetto di confronto d alcuni modelli psicoterapeutici (CBT e ACT) per la prevenzione dei Disturbi dell’Umore in pazienti oncologici, ipertesi e con endometriosi. Dal 2014 collaboro con la Salute Mentale per l'Infanzia e l'Adolescenza dell'ASL 10 di Firenze per la valutazione ed il trattameto di bambini e adolescenti con disturbo dell'attenzione ed iperattività (ADHD), disturbi specifici dell'apprendiemnto (DSA) e disturbi dello spettro autistico (autismo, asperger, disturbo della comunicazione sociale). Lavoro come libera professionista occupandomi principalmente di:

ADHD (disturbo di attenzione e iperattività), disturbi del comportamento (disturbo della condotta, disturbo oppositivo-provocatorio, disturbo antisociale), disturbi dello spettro autistico (autismo, asperger, disturbo della comunicazione sociale), disturbi specifici dell'apprendiemento (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia, difficoltà di comprensione), disturbi d'ansia (attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, ansia sociale e generalizzata, fobie, disturbo post-traumatico da stress), disturbi dell'umore (depressione e disturbo bipolare), disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata, obesità), disturbi legati a stress e traumi, disturbi somatoformi e problemi di somatizzazione, disturbi della personalità, disturbi dissociativi, percorsi di crescita personale.

Mi occupo della diagnosi, della valutazione, e del trattamento di tutte le problematiche che ostacolano il normale benessere psicologico con interventi individuali (bambini, pre-adolescenti, adolescenti, adulti) e di gruppo. Sono specializzata nella valutazione psicometrica e clinica delle difficoltà cognitive e dei segnali di disagio che limitano lo sviluppo in bambini e pre-adolescenti e programmo ed attuo interventi riabilitativi e di potenziamento cognitivo. Attraverso colloqui di accoglienza e valutazione, programmo interventi di sostegno rivolti ai genitori di bambini con disturbi o difficoltà nello sviluppo. Svolgo attività di ricerca e formazione.

Cos'è la PSICOTERAPIA COMPARATA?

La comparazione nasce come metodologia di ricerca tesa a superare i confini di un'unica scuola e di un'unica prospettiva, caratterizzandosi per un'apertura verso teorie e tecniche diverse, in particolare verso quelle psicodinamiche e quelle cognitivo-comportamentali. La psicoterapia comparata rappresenta quindi un aspetto dell'integrazione psicoterapeutica che si è venuta concretizzando alla fine degli anni '70, caratterizzata dal desiderio di guardare oltre i confini delle singole correnti di pensiero.

Grande rilevanza nell'approccio comparato ha il tailoring (Norcross, 2002) ovvero la possibilità di ritagliare l'intervento psicoterapeutico sulle peculiarità del soggetto in termini di gravità del caso, capacità di insight, risorse culturali, relazionali e di contesto. Essenziale a tale intervento è un'accurata diagnosi che può essere sia implicita sia esplicita, nonché una particolare attenzione posta all'analisi della domanda (Adami Rook, 1995). Centrale nel processo terapeutico è la relazione che si instaura tra paziente e terapeuta nei termini di transfert e controtransfert. Il processo terapeutico non termina al raggiungimento dell'insight ma prosegue anche con una fase di “accompagnamento” (Wachtel, 2000), fase più attiva dove sono utilizzate, oltre all'interpretazione, all'empatia e all'esperienza emotiva-correttiva (Alexander, 1946), modalità terapeutiche più operative come prescrizioni comportamentali, role-playing, compiti graduati.

Cos'è la PSICOTERAPIA INTERPERSONALE DELLA DEPRESSIONE?

La Psicoterapia Interpersonale della Depressione (IPT) è una psicoterapia manualizzata, specificamente rivolta ai bisogni dei pazienti depressi, di durata limitata (12-20 settimane), che pone in primo piano le relazioni interpersonali attuali del paziente depresso pur riconoscendo il ruolo di altri fattori genetici, biochimici, evolutivi e di personalità nel determinare la depressione e nel predisporre ad essa. L’IPT mette in relazione l’insorgenza ed il perdurare della depressione con gli eventi interpersonali stressanti che coinvolgono il paziente. In particolare, viene esaminata la correlazione tra depressione e problematiche in campo interpersonale, pur riconoscendo che i problemi interpersonali nel contesto della depressione, possono rappresentare la causa o, a loro volta, essere stati causati dall’episodio depressivo. L’obiettivo iniziale della terapia è la riduzione dei sintomi depressivi ma lo scopo più generale è quello di migliorare la qualità delle relazioni interpersonali ed il funzionamento sociale del paziente.

L’IPT s’ispira alla scuola interpersonale di psicoanalisi fondata da Meyer e sviluppata da Sullivan, e fa riferimento alla teoria dell’attaccamento di Bowlby, riconoscendo il profondo impatto delle esperienze precoci di vita e dei processi mentali inconsci sui successivi modelli relazionali. Tuttavia, piuttosto che analizzare e ricostruire gli eventi intrapsichici e cognitivi del passato, il terapeuta interpersonale orienta il suo intervento sulle relazioni interpersonali e sul ruolo sociale attuale.

Cos'è la Acceptance and Commitment Therapy?

L’Acceptance and Commitment Therapy, o ACT (“ACT” si pronuncia come singola parola, non come lettere separate) è una nuova forma di psicoterapia, con solide basi scientifiche, e fa parte di quella che viene definita la “terza onda” della terapia cognitivo comportamentale (Hayes, 2004).

L’ACT è basata sulla Relational Frame Theory (RFT): un programma di ricerca di base sulle modalità di funzionamento della mente umana (Hayes, Barnes-Holmes, e Roche, 2001). Questa ricerca suggerisce che molti degli strumenti che le persone utilizzano per risolvere i problemi, conducono in una trappola che crea sofferenza.

L’ACT prende in considerazione alcuni concetti non convenzionali:

  • La sofferenza psicologica è normale, è importante ed accompagna ogni persona.
  • Non è possibile sbarazzarsi volontariamente della propria sofferenza psicologica, anche se si possono prendere provvedimenti per evitare d’incrementarla artificialmente.
  • Il dolore e la sofferenza sono due differenti stati dell’essere.
  • Non bisogna identificarsi con la propria sofferenza.
  • Si può vivere un’esistenza dettata dai propri valori, iniziando da ora, ma per farlo si dovrà imparare come uscire della propria mente ed entrare nella propria vita.

In definitiva, ciò che viene richiesto dall’ACT, è un fondamentale cambiamento di prospettiva: uno spostamento nel modo in cui viene considerata la propria esperienza personale. I metodi di cui si avvale forniscono nuove modalità per affrontare le difficoltà di natura psicologica e cercano di cambiare l’essenza dei problemi psicologici e l’impatto che essi hanno sulla vita.

Cos'è la SCHEMA THERAPY?

La SCHEMA THERAPY (ST) è un nuovo sistema di psicoterapia che integra diversi approcci psicoterapeutici quali la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale, la Gestalt, l’Analisi Transazionale, l’Ipnoterapia e concetti della teoria dell’attaccamento e delle scuole psicodinamiche offrendosi come trattamento altamente efficace per i disturbi di personalità.

La Schema Therapy mira a individuare con il Paziente i propri schemi e modalità disfunzionali e le loro origini nell’infanzia, a riconoscerne gli effetti nella vita e a trovare attivamente modalità funzionali per smantellarli.

Un ruolo centrale nel processo terapeutico è da individuare nella particolare impostazione della relazione terapeutica che punta, in modo esplicito e nei limiti del possibile, a soddisfare i bisogni del paziente, non colti nell’infanzia, in termini di una “limited reparenting”. Paragonata alla terapia cognitivo-comportamentale standard, la Schema Therapy attribuisce un maggior valore alle emozioni; enfatizza il rapporto terapeutico tra paziente e terapeuta come veicolo di cambiamento; assegna inoltre maggiore importanza all’analisi dei rapporti primari nell’infanzia come origine delle difficoltà attuali.

Ciò che principalmente contraddistingue la Schema Therapy dagli altri approcci, è la focalizzazione sullo Schema mal adattivo precoce ossia un tema costituito da ricordi, emozioni e sensazioni che viene elaborato lungo tutto l’arco della propria vita che genera dei comportamenti disfunzionali. Tuttavia, pur essendo fonte di sofferenza, gli schemi vengono mantenuti dalla persona in quanto rappresentano il conosciuto, il familiare a cui non ci si vuole distaccare. Ecco che la persona viene attratta da quelle situazioni che rafforzano gli schemi, rendendo difficile non solo il cambiamento ma anche il riconoscimento della loro disfunzionalità.

Già in passato, diversi studi avevano dimostrato l’efficacia della Schema Therapy nel trattamento del Disturbo Borderline di Personalità. L’International Socety of Schema Therapy ha recentemente reso pubblici alcuni dati da cui emergerebbe la possibilità di considerare la Schema Therapy come trattamento da preferire anche nella cura dei Disturbi di Personalità . Paranoide, Istrionico, Narcisista e del Cluster C.

Riceve su appuntamento all'interno dello Studio "La piazzetta" di Ghezzano (Pisa)

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